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Come un cane diventa il catalizzatore delle nevrosi condominiali.
Un caso emblematico per una riflessione più generale sul nesso tra intolleranza e ignoranza.
Contro quella strenua autodifesa che è l’intolleranza, l’arma pacifica è la conoscenza che proviene dal concreto avere a che fare.

Una intensa testimonianza di Nila.

L’8 maggio scorso è arrivata sotto casa mia una randagia.
Era malata, in fin di vita, mi sono armata di pazienza e di denaro e grazie ad un veterinario molto preparato e disponibile, ora gode di ottima salute.
Abitando in un condominio, non sto a raccontarvi tutte le chiacchiere degli inquilini!!!
Chi si preoccupava della nipotina che abita a 600km di distanza e d’estate viene per 15 giorni, chi sentiva il cane saltare nel giardino (e sottolineo saltare), chi mi ha perfino detto che il mangiare del cane le faceva andare le formiche sul suo balcone (da considerare che abita al 2° piano e che Domo, ovvero il cane, mangia dalla parte opposta), chi ha trovato carte nel giardino e ha incolpato giustamente al cane, come se il cane ordinasse la pizza o bevesse dalla bottiglia…

Qualche giorno fa, forse attirato dall’odore di Domo, è arrivato un cucciolino di pitbull, il quale, e questo l’ho costatato di persona! è dolcissimo e tra l’altro timidissimo (ci ho messo 20 minuti d’orologio per avvicinarlo). Risultato, sono da tre giorni sommersa dalle telefonate dei condomini che mi ripetono la pericolosità di questi cani, le notizie dei tg (pare non facciano altro il giorno che cercare storie da raccontarmi…) di pitbull che aggrediscono persone, insomma, un olocausto!

Ora, io rispetto, anche se a qualcuno non può sembrare, chi non ama i cani, ma ciò che non sopporto sono le persone cattive. E questa mi sembra cattiveria pura!
Insomma, tutti sono pronti ad attaccare, nessuno a cercare di capire.
E in tutta questa confusione e falsa sapienza, non faccio altro che chiedermi perché le persone non si sforzano di essere più tolleranti. Basterebbe solo un po’ di tolleranza per essere più felici e in pace con tutti, ancor prima con noi stessi.

Ho solo 18 anni, non conosco molto della vita, ma sono sempre stata un tipo felice, per ogni cosa. A volte per questo mi sento molto bambina. Sono anche una sognatrice, e per questo ho sempre creduto, fin da piccola, che tutte le persone siano in fondo buone, che tutte si sforzassero di capire gli altri prima di giudicarli, che le notizie dei tg fossero solo fatti inventati per fare ascolto, e che la vita in fondo fosse una lunga commedia americana, dove tutti cercano di aiutarti, e quando non lo fanno è solo per il tuo bene, e dove tutto termina con un immancabile lieto fine.
E poi mi ritrovo la mia vicina di casa che chiama i carabinieri perché porto un cagnolino da un veterinario… credetemi, ho cercato di mettermi in tutti i modi nei loro panni, di capire perché tentano di avvelenare il cane, perché lo prendono a pietrate, sono finita per mettermi io stessa in discussione, convincendomi che ero io nel torto, ma alla fine mi sono arresa alla mia passione.
L’unico insegnamento che ho ricevuto da questi cinque mesi è che la bestia più cattiva è l’ignoranza, ed è anche l’unica che si trova da tutte le parti. Non ci sono canili per lei, né veleni che funzionino. Ed è anche inutile cercare di parlarle, di spiegarle che se parlo con un coniglio non è perché sono pazza, che se ogni giorno compro delle verdure per il mio coniglio non è perché sono piena di soldi e non ho niente da fare, se vado al canile a dare una mano non è perché mi vale come credito formativo a scuola (da considerare che, proprio in base al fatto che per me i cani sono una passione, ho rifiutato questa opportunità), se accarezzo i pitbull o porto da mangiare ad una randagia non lo faccio perché sono depressa, se più in generale mi piacciono gli animali non è perché mi senti sola.
Ma alla gente pare non interessino le mie ragioni, l’importante è andare contro, non si sa né a cosa né come, ma si va contro. Mi sento molto come in quella pubblicità per il sociale dove tutti cercano di parlare e nessuno li ascolta. Ma sapete qual è la cosa più assurda? Che nonostante tutto sono felice. Sono felice perché ho una cagnolina che mi adora, cosi come io adoro lei, perché non mi baso su falsi pregiudizi, perché non ho rinunciato alla mia passione, perché continuo a portare il mangiare ai cani randagi e ad aiutare al canile, perché quando mi laureerò in medicina veterinaria, potrò fare molto di più, e, con un po’ di buona volontà, riuscirò ad aprire un rifugio rivolto esclusivamente a quel dolcissimo cane che è il pitbull, e forse riuscirò a cambiare qualcosa in questa piccola città del sud, dove le persone buttano carte a terra, dove anziché fare denunce le questioni si risolvono alzando le mani, e dove regna l’ignoranza.
Bè.. ora mi sento meglio! Nila mi guarda come per dire: – certo che sei davvero pazza! Voglio un’altra padrona! Ora mi trasferisco nel regno dei Prottidi! –
Ma a lei basta un po’ di radicchio per perdonarmi…
Scusate per tutto il tempo che vi ho rubato, non era nelle mie intenzioni, ma per me siete davvero degli amici, e so che pochi riuscirebbero a capirmi così.

Saluti

Fede&Nila

Protty
Protty è stato un coniglietto vissuto dal 1999 al 2005. Nell'autunno del 2000 - col suo amico umano Roberto e la sua compagna Susina - ha dato vita a un sito Web: protty.it, che negli anni è diventato una community che ha raccolto moltissimi appassionati.

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