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Traduzione di un articolo di Elizabeth TeSelle.
Traduzione dall’inglese in data 07/02/2006.
Titolo del testo originale “What Are Rabbits Really Like?” di Elizabeth TeSelle disponibile all’indirizzo http://www.rabbit.org/journal/3-5/like-a-rabbit.html

Il testo si trova nel sito della House Rabbit Society ( http://www.rabbit.org ) che declina ogni responsabilità sulla traduzione.
La traduzione è un omaggio del coniglietto Scricciolo Mancini e di Venezia Massorcich.
Chi non ha mai vissuto con un coniglio chiede spesso a chi lo ha fatto se i conigli sono dei “buoni” animali da compagnia e, se la risposta è affermativa, se sono più simili ai cani o ai gatti. Chi ha un coniglio non sa bene come rispondere a queste domande, non solo perché il suo rapporto con i conigli è andato oltre questi aspetti mondani, ma anche perché la natura sciovinistica di tali domande mette a disagio.

Sembra che la maggior parte della gente percepisca un animale come un “buon” animale da compagnia solo se esso mostra affetto in modi facilmente comprensibili agli esseri umani (es. se sta in braccio o se ci viene incontro quando sente il suo nome), se partecipa a giochi che gli esseri umani comprendono facilmente (“vai, prendilo”, “porta qua” oppure “acchiappa la corda”) o se compie uno sforzo evidente per comunicare verbalmente (se abbaia per entrare o uscire, se miagola per mangiare). Tutti di solito concordano che non ci si può aspettare queste qualità da un coniglio, di conseguenza i conigli non sarebbero dei “buoni” animali da compagnia. Viceversa, quelli che invece si aspettano di riscontrare queste caratteristiche in tutti i conigli potrebbero rimanere delusi da un coniglio che non vuole o non può essere all’altezza di queste aspettative.

La seconda domanda, ossia se i conigli sono più simili ai cani o ai gatti, è inevitabilmente collegata alla prima. Io solitamente rispondo “Gli umani sono più simili ai pesci o ai cacatua?”. Dopo tutto, i conigli sono innanzitutto e principalmente dei conigli e l’unico modo per capire come sono fatti è conviverci. Si scoprirà allora che i conigli hanno qualche caratteristica in comune con i cani, qualcuna con i gatti e qualcuna con gli umani. Forse hanno addirittura qualcosa in comune con i pesci e i cacatua. Ma sono principalmente conigli e imparare come sono i conigli fa parte della gioia di vivere con uno di loro. Questa domanda, come anche quella dei “buoni” animali da compagnia, deriva dalla convinzione umana che per essere considerate alla nostra altezza, le altre specie si devono uniformare al nostro concetto di “buono”.

L’altro giorno ero seduta sul pavimento della mia camera e rispondevo ad alcune telefonate. Megan, la nostra neozelandese molto aggressiva e in sovrappeso (che paradossalmente adora essere coccolata), mi ha strappato l’agenda di mano, ne ha rosicchiato un angolo e ci ha battuto le zampe sopra. Si è scagliata sulla mia mano mentre le portavo via l’agenda graffiandomi, poi mi ha spostato la gamba e si è messa a sedere vicino a me. Le ho sorriso e le ho accarezzato la testa (visto che mi era stato ordinato). La mia interlocutrice mi stava raccontando del suo coniglio che non si voleva far prendere, che mordeva quando gli si avvicinava e che sembrava “odiare” la famiglia. Al contrario il cane adorava i bambini e giocava con loro tutto il tempo; erano delusi dal coniglio e volevano che gli trovassi una nuova casa.

Guardai Megan, la sua testa poggiata per terra, gli occhi chiusi, le orecchie rilassate e il suo corpo grassottello disteso. No, non si comporta come un cane. Se un cane morde, è comprensibile che uno si preoccupi perché il rapporto uomo-cane è completamente diverso dal rapporto uomo-coniglio. Ma Megan e il coniglio della mia interlocutrice si comportano entrambi come dei conigli, ognuno a modo suo. La differenza è, mi son resa conto, che io accetto l’aggressione di Megan (addirittura mi diverte!) mentre la persona al telefono sembrava risentita perché il comportamento del suo coniglio non corrispondeva al suo concetto di “buon” pet.

La conclusione che alcuni animali (solitamente cani e gatti) sono “pet” migliori di altri si basa sul presupposto che, per vivere con noi, tutti gli animali devono assomigliare a quelli a cui siamo già abituati. Tale presupposto libera l’essere umano dalla responsabilità del rapporto attribuendola esclusivamente all’animale. Se da un lato ci si aspetta che il coniglio soddisfi le aspettative umane, dall’altro l’essere umano non ci pensa nemmeno di soddisfare quelle del coniglio. Ma in quasi tutti i casi, quando si comincia a soddisfare le aspettative del coniglio nasce un nuovo meraviglioso rapporto. Megan si avvicina a me e io reagisco nei modi che lei trova appropriati, anche se può sembrarmi strano all’inizio. Dopo qualche settimana, Megan comincia a fidarsi di me, le piaccio e mi accetta anche se continua a darmi un morsicotto quando oso avvicinarmi troppo al suo prezzemolo!

Ci aspettiamo troppo o troppo poco? Mi astengo dal dire alla gente di non aspettarsi che i loro conigli gli saltino in braccio o lecchino le loro mani perché alcuni conigli lo fanno davvero. Ma troppe persone nutrono queste aspettative e rimangono deluse quando i loro conigli non si comportano così. Nessuno dei conigli con cui vivo attualmente si comporta come un cane, ma col passare degli anni ho scoperto un’interessante serie di attività che i cani e i gatti della mia famiglia non si sognano nemmeno. Forse Megan non mi salta in braccio ed è più probabile che mi morda la mano anziché leccarla, ma terrorizza i gatti tutti i giorni, brontola quando è infastidita, scorrazza con gioia sul pavimento e le sue richieste sono molto più efficaci di quelle dei nostri amici più chiassosi.

Una parte non indifferente del problema sta nel nostro uso del termine “animale da compagnia”. Un animale da compagnia è per definizione una creatura che viene coccolata, il che denota passività e possesso. Non diciamo quasi mai che un altro essere umano è “da compagnia” e la maggior parte delle persone si sentirebbe offesa se lo facessimo. Usato per descrivere un animale, questo termine sminuisce la sua importanza per la nostra vita. E’ come negargli il diritto alla individualità e ad uno stile di vita che potrebbe anche non includerci come suoi adulatori. Tuttavia, un coniglio che sta in nostra compagnia è uno che, come i nostri amici umani, è incoraggiato a sviluppare la personalità che la natura gli ha dato e che è apprezzato per quello che è.

Quindi cosa dovremmo rispondere quando ci viene chiesto se i conigli sono dei buoni animali da compagnia? Non voglio assicurare nessuno che lo sono, perché conosco le implicazioni di una simile risposta. Dall’altro lato, se rifletto un po’ e provo a spiegare penseranno che sto trovando delle scuse. Potrebbero non riuscire a vedere cosa hanno di speciale i conigli. Forse quelli che sanno per esperienza come sono i conigli dovrebbero rifiutarsi di rispondere. Spieghiamo piuttosto che i conigli sono compagni meravigliosi, divertenti e intelligenti per persone meravigliose, divertenti e intelligenti. Dopo tutto, soddisfare le aspettative di un coniglio come Megan o Trixie o Phoebe o Bandit è una cosa impegnativa! Il loro essere umano ideale è una persona coraggiosa, dinamica e desiderosa di apprendere un nuovo linguaggio, un nuovo stile di vita e un nuovo codice di comportamento. Chi vive secondo stereotipi, classifiche e ruoli fissi può astenersi.

* Translated into Italian on February 7th, 2006

Title of the original article “What Are Rabbits Really Like?” by Elizabeth TeSelle available on http://www.rabbit.org/journal/3-5/like-a-rabbit.html

The article was taken from the website of the House Rabbit Society ( http://www.rabbit.org ) which is not responsible for the accuracy of the translation.

Protty
Protty è stato un coniglietto vissuto dal 1999 al 2005. Nell'autunno del 2000 - col suo amico umano Roberto e la sua compagna Susina - ha dato vita a un sito Web: protty.it, che negli anni è diventato una community che ha raccolto moltissimi appassionati.

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