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Un’estate sui libri era appena passata… il mio premio era: adottare lui. Isidoro. Nel giorno tanto atteso, con il cuore a mille, salii in macchina, consapevole finalmente che non sarei tornata a casa sola… avevo il cuore pieno di gioia, entusiasmo, belle aspettative, voglia di imparare insieme a lui, giorno per giorno… mai avrei pensato cosa sarebbe successo dopo appena una settimana…

Le giornate con Isi cominciavano alla grande, la mattina con la prima brucata e le prime corsette per il giardino, nel pomeriggio pennica sotto le aiuole al fresco e la sera ultima brucatina prima di tornare in recinto. Il tutto farcito, durante tutto l’arco della giornata, con abbondanti grattatine fra le sue enormi orecchie… le parabole le chiamavo… e io sempre e diligentemente, dopo cena, gli preparavo già la colazione per il giorno dopo: radicchio, cetriolo e lattuga, a volte qualche carota. Lui cominciava ad aprirsi, a essere più sciolto con me. Io imparavo ogni giorno cose nuove, a rispettarlo, a essere paziente. Isi fu salvato dalla padella, quando arrivò da me aveva solo 9 mesi. Era uno spettacolo. Bianco e miele erano i colori del suo mantello. Io ho due splendide cagne che vivono con me, meticce, taglia medio-piccola… adorabili con tutti, uomini e animali… Inizialmente, dopo le presentazioni, Isi e le 2 bonaccione, Tilly e Susy, si divertivano a seguirsi per il giardino, Isi davanti e loro due dietro con il naso incollato al suolo. Sembrava una processione… Qualche veloce leccatina lui, un paio di menate di coda loro… e via, ognuno per le loro strade. Isi era molto socievole, adorava farsi grattare dietro le orecchie ma, come molti conigli, non gli piaceva molto essere preso in braccio, ma non m’imporata…Le mie giornate avevano finalmente un senso.

Successe tutto in qualche minuto. Isi stava brucando tranquillo e io ero in casa, sapendo che fuori c’era mia madre a dare un’occhio… non si sa mai con quelle 2 dicevo… ad un certo punto sentii un grido acutissimo di disperazione. Capii subito: era quello del mio Isi. Schizzai fuori ma riuscii solo a vedere lui che scappava, con Tilly e Susy alle calcagna. Mia madre diperata che gridava tirandogli le ciabatte, loro che abbaiavano e le aiuole piene di ciuffi di pelo e non erano certo dei cani… Questa era la scena. Le 2 avevano tentato di azzannarlo, erano arrivati ospiti a casa in quel momento e loro si gasano sempre molto. Il vederlo sgambettare poco più il là deve aver fatto scattare l’istinto di predatore e… il resto fu l’inferno. Cacciate a suon di mie grida recuperai Isi, terrorizzato. Aveva gli occhi fuori dalle orbite e il battito a mille, il torace andava su e giù velocissimo, i polmoni erano alle stelle. Riposto nel suo recinto nella speranza che si calmasse, mi dedicai a far capire la lezione alle altre 2… non era colpa loro ma dovevano ricordare… dovevano imparare a governare l’istinto… “Ma sì stai tranquilla che adesso si calma” diceva mio padre e io, seppur dubbiosa, mi lasciai convincere. Dopo un paio d’ore, per sfizio, andai a controllarlo e… non riusciva più a reggersi sulle zampe… afferrai in 3 secondi il trasportino e dissi a mio padre: “la strada la sai, metti in moto e corri”. Arrivammo in ambulatorio. Ero in ciabatte. Passai la fila e dissi alla veterinaria “mi lasci la precedenza, sono quella che l’ha chiamata poco fa per il coniglio, è grave”… bastò ed entrammo. La situazione sembrava buona: nessuna lesione. Ma il peggio arrivò dopo la prima iniezione di cortisone, salvavita. Era in fase di forte shock. La vet mi diede delle dosi in siringa da dargli mattina e pomeriggio. Neanche il tempo di rimetterlo nel trasportino e il suo torace si era fermato, per sempre. Stavo già singhiozzando ma da lì cominciai a piangere per le successive 3 ore, le gambe mi cedevano e dovetti correre a sedermi in macchina. Mi sembrava surreale. Morì per lo spavento. Il mondo mi crollò addosso. Voglio diventare una (brava) veterinaria quindi potete capire in che stato di disperazione, arrabbiatura e delusione di me stessa ero. Arrivata a casa lo tolsi dal trasportino e me lo tenni inerte stretto tra le mie braccia per… non so quanto tempo sia passato. Lo accarezzai tante, irripetute volte. Piangevo così tanto da consumarmi gli occhi. I miei erano scioccati nel vedermi così. Mai avrebbero pensato che potessi legare da subito un legame così forte, dopo appena 6 giorni che Isi era con me. Ma io sono particolare, la mia passione per gli animali è fuori dal paranormale. Lo seppellii la sera stessa, nell’aiuola dove preferiva riposarsi nelle ore più calde, nel punto esatto dove si era scavato la nicchietta… mio padre moralmente dispiaciuto con la pala in mano e io con Isi in una mano e la pila nell’altra, era buio. Tra le lacrime lo avvolsi in un lenzuolo bianco e gli misi vicino le tre cose che più gli piacevano: radicchio, cetriolo e carota. Così che le possa mangiare per sempre. Per me fu una mazzata in piena testa. Vivrò per sempre con il rimorso di non averlo portato subito dal vet, se l’avessi fatto forse ora sarebbe ancora qui con me. Non dovevo perderlo d’occhio, ero stata sciocca e irresponabile, cosa assurda per me, non lo sono mai stata, soprattutto con gli animali. Io li amo e li rispetto con tutta me stessa. Sono passati 2 giorni e ho ancora gli occhi gonfi e il moment sempre a portata di mano; è da ieri che non mangio niente. E dormo poco e male. Questa cosa non passerà tanto in fretta, è una ferita profonda. Così profonda da aver toccato l’osso e mi devono ingessare. Solo il tempo potrà aggiustare le cose.

Isi non è morto invano. Penso che riproverò. Soffrire fa parte della vita e non per questo mi devo rassegnare: cani e conigli possono convivere. Voglio e devo crederci.

Isi non è morto invano. La lezione mi è servita per farmi diventare la pelle ancora più dura di prima, di certo la cosa non si ripeterà.

Isi non è morto invano. Adesso sono pronta ad affrontare qualsiasi cosa.

Isi è ancora vivo. Gli porto la colazione ogni mattina nel mio cuore.

La tua eterna Veronica.

Protty
Protty è stato un coniglietto vissuto dal 1999 al 2005. Nell'autunno del 2000 - col suo amico umano Roberto e la sua compagna Susina - ha dato vita a un sito Web: protty.it, che negli anni è diventato una community che ha raccolto moltissimi appassionati.

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