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Mi lascia molto perplessa la scarsità di osservazioni etologiche sull’atteggiamento di saluto che un coniglio domestico manifesta verso il suo amico (umano o non). Dato che il “saluto” è il più comune atteggiamento sociale di un coniglio non-dominante, sarebbe opportuno mostrare di comprendere il senso del messaggio e reagire come farebbe un altro coniglio: chinarsi lentamente fino a lui, per accarezzargli delicatamente la zona della testa, soprattutto la canna nasale, il contorno occhi e la fronte.

Il saluto del coniglio

I conigli sono animali che vivono in gruppi numerosi e come tali hanno sviluppato un complesso sistema di comunicazione che comprende suoni (in massima parte troppo deboli per un umano, eccetto le grida di paura), aromi (odori percepiti col naso e feromoni scandagliati con l’apposito organo vomeronasale) e atteggiamenti del corpo, che combinati tra loro offrono un efficace, articolato sistema di comunicazione sociale.
Tralasciando per limiti fisici di osservazione il complesso sistema di suoni e di odori di cui i conigli si servono, resta di facile osservazione soltanto il linguaggio del corpo. Almeno quello occorre sforzarsi di comprenderlo, anche se, putroppo, è meno di 1/3 del loro ricco “vocabolario”!!!

Per comprendere le posture del corpo che un coniglio usa nei confronti dell’uomo, occorre ovviamente prima comprenderle nell’ambito dei rapporti tra i diversi conigli di uno stesso gruppo sociale.
Nell’osservazione di un gruppo di conigli che ha già definito stabilmente la propria gerarchia di branco (nelle condizioni e negli spazi adatti, ciò richiede 48 ore di scontri tra adulti, talora violenti), quello che maggiormente colpisce è la gentilezza reciproca della massima parte delle relazioni, la cortesia insita nella specie e la capacità di dispensare affetto al prossimo, indipendentemente dal sesso e dal ruolo sociale di questi; i conigli sono creature gentili che necessitano di grandi spazi per poter vivere felicemente in armonia.

Un buon esempio di linguaggio del corpo è quello che comunemente io chiamo il “saluto”, l’equivalente di un inchino medioevale.

Quando due conigli amici si incontrano nel corso del loro vagabondare, se si riconoscono a prima “vista” e desiderano interagire, si avvicinano frontalmente senza alcun bisogno di annusarsi in dettaglio (l’annusamento ostentato fa parte degli atteggiamenti di presa di contatto tra estranei, normalmente non lo si usa tra appartenenenti allo stesso gruppo sociale) e subito quello dei due gerarchicamente più basso nella struttura sociale del branco china la testa ben piatta orizzontalmente, rasente al suolo, mentre tutto il suo corpo eccetto le orecchie (attente) tende alla posizione globosa e resta immobile per alcuni momenti, l’altro lo osserva da vicino per accertarsi di essere oggetto di adeguato rispetto (in caso l’omaggio non si riveli adeguato, segue una veloce aggressione-promemoria).

Dato che rispettivi ruoli sono già chiaramente definiti, questo inchino non indica paura (le orecchie NON sono piatte sul corpo e tese spasmodicamente all’indietro ma attente, rivolte all’insù, gli occhi sono serenamente socchiusi in segno di benessere, NON sono spalancati per il terrore), si tratta al tempo stesso di un cortese riconoscimento della posizione sociale dell’altro e di una ricerca di attenzione sociale. Il saluto viene infatti sovente completato spingendo la testa in avanti sotto il mento del compagno: è quest’ultima una richiesta di coccole che il dominante è solito accogliere con gentilezza, somministrando leccatine affettuose dirette agli occhi e alla fronte. Il sottomesso indica chiaramente a sua volta di gradire le attenzioni in atto, mantenendosi immobile nella posizione di saluto e socchiudendo beatamente gli occhi.

Questa richiesta di coccole viene anche riservata al proprio compagno da una femmina affezionata (saltuariamente anche da parte di lui verso di lei), nella coppia il maschio non castrato ha infatti il ruolo del dominante.

Il saluto è il più comune atteggiamento che un coniglio non-dominante rivolge al suo amico umano, in segno di omaggio, dopo essergli corso incontro. Il modo corretto di rispondere non è certo prendere in braccio il povero coniglio (che MOLTO raramente gradisce), o cercare di rassicurarlo pensandolo spaventato. Sarebbe molto meglio mostrare di comprendere il senso del messaggio, chinandosi lentamente fino a lui, per accarezzargli delicatamente la zona della testa, soprattutto la canna nasale, il contorno-occhi e la fronte. Al coniglio fa infinitamente piacere ed egli lo manifesta chiaramente restando immobile ad occhi serenamente socchiusi, può anche sollecitarci a continuare spingendo la sua canna nasale sotto alla nostra mano.

Autore: Carla Stockar di Magic Valley
Per approfondimenti: www.magic-valley.ch

Protty
Protty è stato un coniglietto vissuto dal 1999 al 2005. Nell'autunno del 2000 - col suo amico umano Roberto e la sua compagna Susina - ha dato vita a un sito Web: protty.it, che negli anni è diventato una community che ha raccolto moltissimi appassionati.

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