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Psicopatologia della sua vita quotidiana: comportamento, necessità e bisogni del coniglio in casa.
by Alessandro Melillo, Clinica veterinaria OMNIAVET – Roma
[Si ringrazia l’autore per la gentile concessione alla pubblicazione]

Il primo passo da fare prima (o immediatamente dopo) l’adozione di un coniglietto è far piazza pulita nella nostra testa di un bel po’ di preconcetti e false idee. Molti si aspettano che il coniglio sia un animale docile e passivo, qualcosa di simile a un peluche; altri pensano che si tratti di un animale stupido, giusto un giocattolino morbido per il bambino ma sicuramente non interessante per una persona adulta. In realtà il coniglio è un animale pieno di contraddizioni, ed è proprio questo che li rende così divertenti: prudente e curioso allo stesso tempo, riservato ma affettuoso, vivace ma anche gran pigrone e addirittura capace di dimenticare la sua timidezza sorprendendoci con comportamenti arroganti se non decisamente aggressivi, come tutti i timidi il coniglio richiede tempo e pazienza per esprimere compiutamente la sua personalità.

Prepararsi per un nuovo membro della famiglia

Diversi studi hanno dimostrato che il comportamento del coniglio domestico non si discosta significativamente da quello del suo antenato coniglio selvatico; come questo Bunny è un animale sociale che vive in gruppi familiari, scava tane e concentra le ore di attività all’alba e al tramonto, riservando invece le ore centrali della giornata alla digestione e al riposo. Questa caratteristica lo rende particolarmente adatto ai ritmi della vita cittadina, dove la maggior parte delle persone lavora buona parte del giorno e può riservare solo le ore serali ai propri animali domestici. D’altro canto è anche all’origine di diversi problemi che possono creare i conigli in casa, dalla compulsione a rodere e scavare nei divani e nelle fioriere.
Prima di acquistare o adottare un coniglio conviene porsi alcune domande sulla propria disponibilità di tempo da dedicare sia all’animale in sé che alle inevitabili lavori domestici extra; sul proprio temperamento, se il coniglio è l’animale più adatto per noi e se noi siamo adatti ad avere un coniglio come animale da compagnia; se siamo disposti ad imparare un modo di comunicare più sottile e del tutto diverso da quello di animali da compagnia più usuali come il cane e il gatto; e soprattutto se abbiamo il senso dell’umorismo indispensabile per farci una bella risata sui piccoli disastri che inevitabilmente si verificheranno.
A proposito di scelta, purtroppo in Italia il concetto di coniglio da compagnia è ancora indissolubilmente legato a quello di taglia nana, con la ricerca di esemplari piccolissimi: questo pregiudizio supporta la vendita di coniglietti giovanissimi (con elevata mortalità nei giorni postacquisto) e limita fortemente la diffusione di tantissime razze (sia ornamentali che “da carne”) che sarebbero invece adattissime al ruolo di pet, spesso più dei nervosi e delicati “nanetti”. Io non ho ben chiaro perché un gatto di 3,5 kg è considerato un animale piccolo, mentre un coniglio di 3 viene salutato da esclamazioni di meraviglia: “ma è enorme!!!”, però vorrei spezzare una lancia a favore dei conigli di taglia media e grande, siano essi di pura razza o ibridi, ricordando come essi siano in generale più robusti, meno soggetti a problemi congeniti e dentali rispetto ai nani e più resistenti a malattie e traumi, rendendo possibile trattamenti medici e chirurgici che spesso risultano inattuabili nei soggetti troppo piccoli con conseguente inevitabile perdita dell’animale. Inoltre i conigli grandi sono sicuramente più adatti nelle famiglie con bambini piccoli che possono fare seriamente del male a un delicato soggetto nano anche se cercano di maneggiarlo con attenzione. Un altro punto da valutare è l’età di adozione: vale la pena di tener presente che anche i conigli attraversano una fase di infanzia (durante la quale apprendono le buone abitudini che cerchiamo di insegnare), una di adolescenza (4-8 mese, durante il quale le dimenticano tutte, comportandosi da veri terremoti iperattivi, scavando, rosicchiando, sporcando in giro) e infine una di maturità che (soprattutto se avremmo provveduto a sterilizzarlo) finalmente ci restituirà il coniglietto dolce e educato che credevamo di aver perso per sempre :-). Soprattutto se non abbiamo molto tempo o molta pazienza può quindi valer la pena di considerare l’adozione di un coniglio più adulto fra quelli che cercano una nuova casa, risparmiandoci così diverse settimane di nervosismi e arrabbiature sicuri che potremo comunque instaurare un rapporto del tutto soddisfacente col nostro coniglio.
Una volta presa la decisione di adottare un coniglio, cominciamo a valutare cosa è realmente utile per sistemare in casa il nostro nuovo ospite. Anche se progettiamo di concedergli la più ampia libertà in casa, il coniglio ha bisogno di una gabbia dove rifugiarsi nei momenti di privacy e dove poter essere rinchiuso all’occorrenza; se l’animale gode veramente di molta libertà è sufficiente che la gabbia sia ampia a sufficienza da consentirgli di sdraiarsi senza finire nell’angolo dei bisogni; se invece deve passare molto tempo in gabbia è indispensabile che questa sia ampia abbastanza da contenere uno spazio per il riposo, uno per il gioco, uno per cibo e acqua e infine uno per sporcare.
Le gabbie devono essere fatte di metallo e plastica, evitando tutti i materiali rosicchiabili o che possono infradiciarsi di urina.
Accessori indispensabili sono: ciotole per il cibo (ideali in ceramica o acciaio); beverini a goccia; lettiera per le deiezioni.
E’ importante che il coniglietto cominci a usare la lettiera regolarmente PRIMA di uscire dalla gabbia. Per evitare che la lettiera venga interpretata come una comoda cuccia è importante che almeno parte della gabbia abbia un fondo confortevole per riposare, ad esempio un tappetino.
Una volta che il nuovo arrivato si è ambientato con la sua nuova casa e con noi, è il momento di cominciare a concedergli progressivamente maggior libertà nell’appartamento. La parola chiave per acquisire e mantenere buone abitudini igieniche è PROGRESSIVAMENTE. Le prime volte concediamo al coniglietto brevi periodi di libertà in un ambiente molto limitato, ad esempio una nicchia del muro chiuso con un cancelletto per bambini, in modo da massimizzare le probabilità che faccia spontaneamente ritorno nella sua gabbia dopo pochi minuti per espletare le sue necessità fisiologiche. Man mano che l’abitudine alla lettiera si consolida sarà possibile aumentare il raggio d’azione del nostro ospite.
A questo punto però dovremo confrontarci con un’altra esigenza del coniglio, soprattutto se non sterilizzato: la necessità di marcare il territorio. La presenza di parecchie lettiere sparse per la casa in molti casi risolve il problema offrendo al coniglio punti fissi da coprire col suo odore: questa abitudine può essere consolidata portando il coniglio dalla gabbia a una lettiera e non consentendogli di uscire finchè non abbia urinato nel posto consentito; in questo modo si stabilirà il condizionamento “uso della lettiera-libertà” e nel giro di poco l’animale vi andrà spontaneamente appena uscito dalla gabbia. L’uso della lettiera è molto incoraggiato se si forniscono lettiere grandi e profonde contenenti una generosa quantità di fieno: dato che gran parte dei pellets fecali vengono prodotti durante il pascolo, una cassetta grande abbastanza perché l’animale possa sia mangiare che defecare senza contaminazione è particolarmente adatto per questa specie. Chiaramente la sterilizzazione sia del maschio che della femmina è un potente ausilio sia all’apprendimento che al mantenimento di corrette abitudini igieniche.
Un concetto fondamentale per mantenere un coniglio libero in casa è quello del “rabbit-proofing” ossia del rendere l’ambiente sicuro. Cavi elettrici e telefonici, piante d’appartamento, libri, tessuti e mobili sono tutti a rischio di essere gravemente danneggiati e, ancora più grave, di danneggiare il coniglio che le rosicchiasse. E’ quindi fondamentale spostare tutto il possibile oltre la portata dell’animale e rendere inaccessibili ciò che non può essere spostato. Lastre di plexiglass o lamine di legno naturale possono essere applicate agli spigoli dei muri per prevenirne il rosicchiamento; i cavi possono essere fatti scorrere attraverso tubi corrugati o di materiale plastico. Copriletto e teli vari salvano letti e divani da attività di scavo.
Se però procediamo a limitare in questo modo le naturali attività del nostro coniglio, dobbiamo offrire alternative perché egli possa sfogare in maniera accettabile i suoi impulsi. I conigli sono programmati per rosicchiare e masticare e hanno bisogno di farlo. Paglia, fieno e legno in tutte le sue forme forniscono il substrato ideale a una sana attività rosicchiatoria. Una cesta di vimini riempita di paglia, rami freschi e giocattoli di legno naturale per pappagalli fornisce molte diverse occasioni per sfogare questo bisogno naturale; anche gli economici stuoini di vimini o fibra di cocco sono ottimi per riposare e rosicchiare nello stesso tempo (e anche i gatti li amano per farsi le unghie, fra l’altro!). Anche una scatola di cartone offre infinite possibilità: un coniglio può entrarci dentro, saltarci su, rosicchiarla, scavarla, graffiarla e portarla in giro; anche una busta di carta può essere un giocattolo estremamente divertente ed economico, come i rotoli dello scottex o della carta igienica. Posto che si fornisca solo carta e cartone naturali, questi passatempi sono innocui in quanto raramente il coniglio ne ingerisce quantità significative (a meno che non soffra di carenza di fibra nell’alimentazione) e comunque il suo intestino può processare grandi quantità di scorie indigeribili. Molti conigli apprezzano anche giocattoli per cani, gatti o bambini piccoli, purchè si muovano, facciano rumore e si possano anche masticare un pochettino :-): palline di filo metallico o di plastica dura, giochino di legno, mazzi di chiavi di metallo o di plastica, sonaglini vari sono graditi… soprattutto a notte fonda quando usarli può svegliare l’intero isolato!

Interazione col proprietario

Ma i conigli sono animali sociali, quindi oltre a giocare da soli amano intrattenere rapporti con altre creature. molti proprietari di primo coniglio, dopo un’iniziale fase di scetticismo, scoprono quanto il loro animale può essere interattivo e rimangono incantati dalle abilità comunicative di questi animali. ma come parla un coniglio?
Con atteggiamenti e posture del corpo, con versi e suoni e rumori, e con combinazioni di questi.
Un coniglio pienamente rilassato, in pace col mondo riposa con gli arti completamente estesi e può addirittura scivolare di fianco o sulla schiena. In questo momento non è il caso di stimolarlo perché si rischia di svegliarlo di soprassalto, cosa che non è piacevole per nessuno.
Un coniglio in vena di coccole approccerà invece il suo partner umano o animale rannicchiandosi sui 4 piedi e stendendo il collo orizzontalmente col mento sul pavimento. Questa postura indica sottomissione passiva sia di fronte a un’aggressione ma anche in senso affettivo, col che l’animale segnala che non intende iniziare alcuna competizione, similmente a un cane che offre il ventre al padrone.
Un animale rannicchiato con la testa alta e gli occhi ben aperti e sporgenti è invece un animale teso e spaventato… questo è come più spesso noi vediamo i conigli sul tavolo da visita, quando non cercano rifugio saltando in braccio al padrone.
Infine, i conigli possono rabbrividire e scrollarsi ma di solito non in risposta al freddo ma a un odore o sapore fastidioso, ad esempio se accarezzati da persone pesantemente profumate. un invito alla moderazione da parte di chi ha naso sensibile!
I conigli producono una certa varietà di suoni, anche se in genere sono creature silenziose. Il più piacevole da sentire è un leggero battere dei denti che somiglia alle fusa del gatto ed ha esattamente lo stesso significato, ossia piacere e appagamento in un contesto sociale. Molto simile è il digrignare i denti che è segno di dolore da parte di un animale seriamente sofferente. La postura del corpo, gli occhi e il contesto aiutano a differenziare questi due suoni molto simili.
Poi ci sono i cosiddetti suoni di protesta: gemiti, soffi e rumori nasali che indicano che l’animale preferisce stare per conto suo, ad esempio se ha i cuccioli o è in falsa gravidanza. alcuni conigli emettono questo genere di suoni per indicare che non amano essere sollevati.
Più gravi sono i grugniti e i ringhi, a volte sottolineati da un percettibile sbattere dei denti: un coniglio che vocalizza in questo modo, spesso battendo insieme le zampe anteriori sul pavimento, potrebbe in breve passare a metodi più diretti…
I conigli comunicano molto con i piedi, in effetti: tutti conosciamo il sonoro battere uno o entrambi i piedi per richiamare l’attenzione su uno stimolo esterno potenzialmente pericoloso (un estraneo, ad esempio) o anche su di sé. In altri casi il coniglio batte i piedi per segnalare contrarietà, ad esempio a un odore che non gradisce, o anche al fatto che quel tipo in camice bianco si sta prendendo troppe libertà.
I piedi servono anche per danzare: i conigli esprimono la loro gioia con una elaborata danza di salti e corse in circolo. Correre in circolo attorno ai piedi è invece un segnale mutuato dal rituale di corteggiamento che però ha perso in parte il significato sessuale essendo mantenuto anche da soggetti sterilizzati.
Infine la lingua e i denti. Come si leccano fra loro, i conigli leccano i loro compagni umani per manifestare affetto e rafforzare il mutuo legame; uno scambio di tenerezze spesso è sollecitato da segnali di ricerca di attenzione come colpetti col naso o anche morsetti e bassi suoni gutturali. Altre volte un piccolo morso segnala contrarietà o paura, come ad esempio di essere sollevato in maniera maldestra.

Interazione con i bambini

La decisione di adottare un animale da compagnia per accontentare un bambino è frequente, ma bisogna tener conto di diverse cose quando la scelta cade su un coniglio. Innanzitutto un bambino in età prescolare o elementare probabilmente non è in grado di accudire correttamente a un coniglio senza incorrere in disattenzioni o errori anche fatali. La responsabilità dell’animale deve essere quindi sempre dell’adulto, anche se il piccolo proprietario col tempo imparerà da questi piccoli doveri ad assumersi delle responsabilità. Inoltre il temperamento nervoso e apprensivo dei conigli non li rende molto adatti a spartire o spazio con i piccoli umani entusiasti e chiassosi, che istintivamente tendono a manipolare e portare i giro i loro animaletti.
L’adulto di casa deve quindi attentamente supervisionare i rapporti fra bimbi e conigli, imparando a riconoscere dal linguaggio corporeo dell’animale quando esso sta effettivamente godendo della compagnia dei piccoli e quando invece essa è per lui uno stress.
La prima cosa da fare è insegnare ai bimbi la giusta maniera di coccolare un coniglio e di giocare con lui; spiegate senza sgridarlo che i trattamenti rudi allontaneranno da lui il suo animaletto e che invece la gentilezza e la pazienza lo faranno avvicinare. Alcuni bambini possono essere troppo vivaci o non sufficientemente maturi per capire questi concetti o per seguire queste regole e quindi può essere sensato scegliere un animale diverso o aspettare un po’ di tempo prima di adottare qualunque pet.
Un’altra cosa da chiarire è che ai conigli non piace essere presi e portati in giro, e che i rapporti con essi si intrattengono sul pavimento; spiegate anche che quando saranno più grandi impareranno a farlo ma che prima devono dar prova di gentilezza e autocontrollo. Un coniglio di taglia grande è più adatto per i bambini perché cade meno nella categoria del giocattolino da tenere sempre in mano, allo stesso modo per cui un robusto labrador è più adatto per i piccoli di un delicato e nervoso yorkshire.
Quando il coniglio comincia ad andare in giro per casa, è importante che abbia modo di ritirarsi in pace quando ne sente il bisogno e che ai bambini sia ben chiaro che quando l’animale è stanco o spaventato ha il diritto di riposarsi. Posizionare la gabbia contro un muro o dietro un cancelletto in modo che il coniglio possa raggiungerla ma il bimbo no è un’utile garanzia che la regola venga rispettata.
Il coniglio medio non ama i party 🙂 quindi è bene far sparire gli animaletti di casa in occasione di feste di compleanno e simili; invece se vengono uno o due amichetti si può mostrare loro il coniglietto e consentire gioco e coccole ma sempre sotto controllo. Nessun animale domestico dovrebbe esser lasciato insieme a bambini senza sorveglianza per evitare incidenti da entrambe le parti.

Rapporti con altri animali

Intrattenere rapporti con altri individui è parte importante della vita di un animale sociale come il coniglio. Conigli tenuti insieme possono sviluppare un forte legame, soprattutto se di sesso diverso, e manifestarlo dormendo insieme e con interminabili sedute di coccole e pulizie reciproche. Alcuni conigli sembrano aver dimenticato in parte le naturali capacità sociali della loro specie e a volte ci vuole molta pazienza per indurli ad accettare compagni della loro specie; la sterilizzazione è comunque una premessa indispensabile per una casa multilapinica. Anche così, l’introduzione di due animali di sesso diverso spesso sfocerà in un corteggiamento appassionato… che è comunque meglio di una zuffa furibonda! converrà in ogni caso preparare il terreno consentendo agli animali di annusarsi fra le sbarre della gabbia, invertendo le gabbie e consentendo periodi di libertà alternati in una stanza, cosicché i futuri compagni possano abituarsi al reciproco odore; dopo una settimanella si può tentare un primo incontro. Un po’ di corse in tondo e qualche ciuffo di pelo che vola è normale all’inizio, ma se la situazione dovesse farsi pesante è bene munirsi di uno spruzzino e di guanti e separare i due contendenti. Se invece dopo le prime scaramucce i due siedono ai due angoli della stanza e cominciano a pulirsi, di solito non manca molto al momento in cui passeranno a pulirsi reciprocamente. Se l’amicizia ci mette un po’ a istaurarsi, condividere situazioni di lieve stress, come ad esempio un viaggio in macchina, può aiutare lo stabilirsi di un legame; vale comunque la pena di insistere perché, una volta che si è raggiunto lo scopo, apparirà evidente come i nostri animali sono più felici e sereni di quando erano singoli.
I conigli sviluppano relazioni con altri animali di casa, e possono instaurare con essi una gerarchia sociale che vede un coniglio sicuro di sé tentare di dominare gli altri membri della famiglia, umani compresi. Gatti e conigli possono farsi buona compagnia, e ci sono gatti o conigli che non amano affatto i membri della loro stessa specie ma vivono in armonia con quelli dell’altra. Se si evita l’introduzione di un coniglietto molto piccolo a un gatto adulto o di un gattino a un coniglione di 5 kg la probabilità che i due animali si facciano del male è molto remota purchè entrambi abbiano le unghie tagliate corte.
Più delicato è il rapporto con i cani. Se è vero che è molto più facile convincere un cane rispetto a un gatto ad accettare un nuovo membro del gruppo, è anche vero che l’istinto ad inseguire del cane può rispuntare all’improvviso e che un singolo errore può essere fatale: per questo è più facile portare un coniglietto in una casa dove vive già un cane (purchè esso sia ben educato e correttamente socializzato) che introdurre un giovane cane irruento dove già viva un coniglio che non ha esperienza con un grande predatore. E’ fondamentale se si vuole avere successo in questa convivenza essere sicuri che il cane veda il coniglio come un membro del branco (e non solo come un oggetto del padrone su cui è posto un veto) e inculcare bene nella testa del cane che i giochi di inseguimento col coniglio non sono permessi, anche se il coniglio probabilmente li stimolerà. Con le razze tranquille si può anche giungere ad una affidabilità completa, tanto da lasciare gli animali soli per periodi di tempo indeterminati; con razze ad alto istinto predatorio come i terrier, i segugi e molti cani da difesa probabilmente è più sicuro limitarsi a periodi di gioco sotto sorveglianza. Come quando si introduce un bambino a un cane, è importante che la presenza del coniglio per il cane sia sempre fonte di relax e di coccole e non di frustrazione, per evitare l’insorgere di sentimenti negativi verso il nuovo membro del branco che lo allontana dal padrone: per questo è saggio aspettare che l’abitudine a vedere il coniglio dietro le sbarre della gabbia assopisca l’impulso predatorio in modo da non dover riprendere il cane severamente quando si tenterà il primo incontro “libero”.
Un compagno meno impegnativo per un coniglietto solitario è il porcellino d’india. Queste due specie hanno bisogni fisici e psicologici abbastanza simili e condividono spazi abbastanza sovrapponibili, per cui stanno piuttosto bene insieme. Le cavie tendono mediamente ad essere più timide (anche per differenza di taglia) quindi i conigli destinati a convivere con loro devono essere sterilizzati onde limitare atteggiamenti aggressivi e pesanti approcci sessuali.

Consigli generali e problemi particolari

Rinforzo positivo
E’ oramai opinione comune che i l’apprendimento procede molto piu velocemente e con migliori risultati se sostenuto da premi piuttosto che da punizioni. Questo è ancora più vero per una specie come il coniglio caratterizzata da marcate reazioni di esitamento. Conviene quindi bandire dal rapporto con il coniglio ogni forma di rudezza e individuare invece un alimento che il nostro nuovo animale gradisce sopra ogni altro: quello dovrà essere somministrato con estrema parsimonia e solo per premiare un comportamento desiderato (uso della lettiera, risposta al richiamo, rientrare in gabbia, farsi prendere in braccio…)

Interazione fisica
Bandire la fretta è il segreto per conquistare la fiducia del coniglio. Quando arriva il nostro nuovo ospite, i primi giorni sarà meglio lasciarlo tranquillo in gabbia ad ambientarsi; dopo uno o due giorni potremmo cominciare a fargli sentire la nostra voce e il nostro odore attraverso le sbarre somministrando nel contempo dei premi in cibo. Solo successivamente l’animale potrà essere lasciato libero, ma non illudiamoci: anche il coniglietto che accettava golosamente l’insalata dalla nostra mano sarà probabilmente terrorizzato in uno spazio aperto con un mostro di 70 kg pieno di appendici volteggianti. L’approccio giusto sarà quindi quello di sedere fermi sul pavimento (leggendo magari, o telefonando) finchè non sarà lui ad avvicinarsi cautamente per investigare; allora troverà di nuovo l’odore familiare e l’atteso premio. Col tempo sarà possibile muoversi in maniera più naturale e prendere sempre più l’iniziativa nel contatto col nostro coniglio.

Bere dalla siringa
Questa è un’abitudine che il proprietario saggio introdurrà fino dai primi giorni. Il beccuccio di una siringa piena di acqua zuccherata o succo di frutta verrà intinto nello zucchero o nella marmellata e presentato al coniglietto. La prima volta aspettiamoci il familiare balzo disgustato di tutte le volte che tocchiamo il suo musino solleticoloso, ma appena si sarà reso conto che al solletico segue qualche sorsata di liquido dolce, imparerà ad apprezzare la siringa… cosa che ci faciliterà molto la vita quando sarà necessario somministrare al nostro animale una medicina o alimentarlo forzatamente.

Rosicchiare per casa
Il principale problema dato dalla libertà di un coniglio in casa è la compulsione di questi animali a esplorare l’ambiente coi denti e a rodere una grande varietà di substrati, fra cui cavi, oggetti di plastica e gomma, libri, tappeti, tessuti, tappezzeria e spigoli dei muri. Frequentemente i conigli attraversano periodi di passione per oggetti particolari (es. srotolare tutta la carta igienica) per poi dimenticarsene e rivolgere la loro attenzione ad altro. Questo comportamento è profondamente radicato nel coniglio e solo in parte può essere modificato dal nostro intervento. Il proprietario può tentare di dissuadere il coniglio dall’azione appena intrapresa battendo forte col piede per terra, premiando l’animale se desiste e offrendo qualcosa di alternativo, ad esempio un ramo. Per animali più testardi si può unire al suono e alla voce uno spruzzo d’acqua. Molti conigli però resistono ai tentativi di correzione scuotendo la testa e le spalle, con un gesto curiosamente simile al nostro fare spallucce: questi soggetti sono particolarmente sicuri di sé e per loro è meglio puntare su un perfetto “bunny-proofing”. I repellenti per cani e gatti o altre sostanze fortemente profumate tipo dopobarba o creme per massaggi funzionano con alcuni conigli; tuttavia è improbabile che da soli possano eliminare completamente il problema.

Comportamenti eliminatori inappropriati
Questo genere di problema di solito dipende da un errato addestramento durante l’infanzia. Molti neoproprietari “non hanno cuore” di confinare il coniglietto per le prime settimane dopo l’acquisto concedendo la libertà progressivamente: in questo modo però non si stabilisce il condizionamento ad usare la lettiera e l’animale sporcherà sul pavimento. Conigli non sterilizzati di entrambi i sessi inoltre usano urine e feci per marcare il territorio: pavimento, mobili, letti e divani e anche proprietario e altri animali di casa possono essere fatti segno di odorosi spruzzi di urina. Sebbene questo comportamento non sia atteso prima dei 4-6 mesi, occasionalmente anche cuccioli più giovani possono manifestarlo. La sterilizzazione chirurgica è la soluzione, tenendo presente che i miglioramenti sono veloci nei maschi (pochi giorni) mentre nelle femmine i comportamenti indesiderati possono continuare per qualche mese.

Pseudogravidanze, costruire il nido, aggressività legata a
Può verificarsi nelle femmine intere, che cominciano a strapparsi il pelo dall’addome, costruiscono un nido (aggravamento del rosicchiare in giro per casa) e difendono un’area circostante lo stesso in maniera notevolmente aggressiva. La sterilizzazione è fondamentale in questi casi, non solo per correggere il comportamento indesiderato, ma anche perché spesso queste fluttuazioni ormonali segnalano problemi a carico dell’apparato riproduttore come cisti ovariche o neoplasie uterine.

Aggressività verso le persone
I conigli hanno caratteri individuali e personalità. Espressione della personalità di un animale è la sua percezione all’interno della gerarchia sociale e il tentativo di migliorarla. Un comportamento aggressivo è spesso la soluzione che un animale trova a questo problema. In alcuni casi esso può essere inconsapevolmente insegnato dal proprietario stesso che reagisce esageratamente ai morsettini esploratori del cucciolo oppure a quelli di avvertimento di un animale più adulto, tipo “lasciami passare” o “mettimi giù”: se un animale realizza che mordendo suscita timore e rispetto, sicuramente lo rifarà e imparerà che quello è un modo facile ed efficace per ottenere ciò che desidera. In altri casi invece il comportamento aggressivo è determinato da stimoli ormonali: un maschio intero può mordere per frustrazione sessuale, molte femmine intere sono ciclicamente aggressive e sempre piuttosto possessive nei confronti della gabbia o della cuccia. La sterilizzazione è ovviamente la migliore terapia per queste forme. Se il comportamento di difesa del territorio parzialmente residua dopo la sterilizzazione, conviene all’inizio pulire la gabbia e la cuccia in assenza del “proprietario” per evitare stress ripetuti, e in seguito cominciare ad associare la presenza delle nostre mani nella gabbia con una leccornia. Più grande è la gabbia più facile è abituare il coniglio a condividerla temporaneamente con le nostre mani. Infine alcuni conigli possono essere dominanti per natura e imporre la propria personalità aggredendo e mordendo anche senza provocazione. Con questo genere di soggetti funziona bene un approccio stoico, ricambiando l’aggressione con coccole, leccornie e contatto corporeo: solitamente dopo un certo periodo le manifestazioni aggressive vengono sostituite da rituali di saluto seppure un po’ esuberanti.

Aggressività verso altri animali
L’aggressività verso i propri simili è in gran parte dovuta a contese gerarchiche e quindi non è del tutto eliminabile con la sterilizzazione. Una accorta, graduale introduzione aiuta a stabilire rapporti cordiali fra due conigli che non si conoscono; tuttavia anche animali abituati a convivere possono all’improvviso diventare competitivi e farsi anche seriamente male. allo stesso modo alcuni conigli (soprattutto femmine) possono non riuscire mai a convivere pacificamente e devono essere tenuti separati. può anche accadere che in un gruppo di conigli uno assuma il ruolo di paria, attaccato da tutti gli altri: questi soggetti non vengono aggrediti se lo spazio è sufficiente per mantenere le distanze, ma possono soffrire pesantemente se non ci sono mangiatoie, abbeveratoi e punti di riposo per consentirgli una vita normale senza interferire con i dominanti.
Una situazione potenzialmente molto pericolosa si realizza quando un coniglio sicuro di sé cerca di dominare il pastore tedesco di casa, illuso anche dal fatto che il cane si è sempre contenuto per obbedienza al padrone. In generale è sempre sconsigliato lasciare un coniglio e un cane da soli, il coniglio tende a essere invadente e incalzante nelle sue profferte sociali e può suscitare nel cane reazioni difensive o di avvertimento che possono essere molto pericolose anche senza intenzione da parte del cane.
Naturalmente questo è solo uno schema di massima, poi sarà la convivenza col singolo coniglio a insegnarci il suo peculiare modo di comunicare: tuttavia un po’ di pazienza per imparare una nuova lingua è indispensabile all’inizio della convivenza.

dott. Alessandro Melillo, Clinica veterinaria OMNIAVET – Roma

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